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Joel Rifkin: la storia del serial killer che confessò 17 omicidi
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Joel Rifkin, il serial killer di New York che confessò 17 omicidi

polizia sirene spiegate scena del crimine

La storia di Joel Rifkin, serial killer attivo a New York tra il 1989 e il 1993: le vittime, il ritrovamento di Tiffany Bresciani, l’arresto e la condanna.

Per quattro anni, tra il 1989 e il 1993, Joel David Rifkin uccise donne nell’area di New York, concentrandosi soprattutto su persone che esercitavano la prostituzione e che, secondo la sua stessa logica, potevano scomparire senza attirare immediatamente l’attenzione. Dopo il suo arresto, Rifkin confessò complessivamente 17 omicidi, anche se le condanne giudiziarie riguardarono nove vittime.

Nato a New York il 20 gennaio 1959 e adottato poche settimane dopo la nascita, Rifkin crebbe a Long Island. Il primo omicidio da lui confessato risale al 1989. Per anni riuscì a evitare l’identificazione, abbandonando i corpi delle vittime in diversi punti di New York, Long Island e New Jersey.

Personale specializzato conduce accertamenti su un luogo di interesse investigativo
Rilievi tecnici effettuati dalla polizia scientifica – newsmondo.it

Joel Rifkin: diciassette omicidi e un arresto nato per caso

La serie di delitti terminò nelle prime ore del 28 giugno 1993 in maniera quasi casuale. Due agenti della New York State Police notarono un pick-up Mazda privo della targa posteriore e tentarono di fermarlo. Alla guida c’era Rifkin, che invece di accostare accelerò, dando inizio a un inseguimento.

Dopo circa venti minuti il mezzo finì contro alcuni pali. Quando gli agenti si avvicinarono scoprirono nel veicolo il corpo di Tiffany Bresciani, 22 anni, uccisa poco tempo prima. Rifkin venne immediatamente arrestato.

Durante gli interrogatori successivi ammise una lunga serie di omicidi e fornì agli investigatori nomi, descrizioni e indicazioni sui luoghi nei quali aveva abbandonato i corpi. Le sue confessioni portarono le autorità a collegarlo a 17 vittime. La maggior parte erano donne coinvolte nel sex work, anche se non tutte appartenevano a quella realtà.

Una delle prime vittime, conosciuta per molti anni soltanto come “Susie”, fu successivamente identificata come Heidi Balch grazie alle analisi del DNA. Ancora decenni dopo l’arresto, le autorità hanno continuato a lavorare sull’identificazione di alcune delle vittime attribuite a Rifkin.

Le condanne e i casi rimasti senza un nome

Nel 1994 Rifkin venne processato nella contea di Nassau per l’omicidio di Tiffany Bresciani e riconosciuto colpevole di omicidio di secondo grado e di reckless endangerment per il pericoloso inseguimento che precedette l’arresto. La condanna venne successivamente confermata in appello.

Rifkin si dichiarò inoltre colpevole di ulteriori omicidi contestati in altre contee dello Stato di New York. Complessivamente fu condannato per nove omicidi, ricevendo pene consecutive che portarono la condanna complessiva a 203 anni di carcere.

Il dato delle 17 vittime, quindi, deve essere distinto da quello delle condanne: Rifkin ha confessato 17 omicidi, ma è stato giudizialmente condannato per nove.

Il caso non è completamente chiuso neppure dal punto di vista dell’identificazione delle vittime. Nel 2023 Cold Case Files ha documentato una nuova indagine della New York State Police sulle due vittime di Rifkin che risultavano ancora senza nome, utilizzando anche nuove informazioni fornite dallo stesso assassino dal carcere.

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ultimo aggiornamento: 9 Ottobre 2026 13:23

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